| |
|
|

Occorre sapere che ogni albero è buono. Non fa niente a nessuno, un albero, sta fermo in piedi, massimo muove la punta nel vento. Ma se uno con la scure gli tira via la natura, che è quella di stare in piedi, l’albero si muove. E muovendosi senza gambe, perché le ha tagliate, cade giù. Allora bisogna saper dove cade, farlo andare al posto giusto, se no batte e torna indietro con una forza che rompe il mondo.” (continua...)
|

Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 1919, è una creatura speciale. Tutti lo capiscono quando, con il semplice tocco della sua mano, alcuni compaesani in punto di morte guariscono miracolosamente. (continua...) |

La
natura pareva ferma ma, prestando attenzione, tutto si muoveva, si
faceva notare, brulicava, occhieggiava, sussurava. Non si è
mai soli di notte sulla montagna. Soprattutto d'estate. Centinaia
di occhi spiano, voci chiamano, personaggi misteriosi si fanno vicini.
Sono amici invisibili ma fedeli e presenti. Nella stagione fredda,
quando la neve copre i boschi, le montagne dormono e il silenzio dell'inverno
regna pacifico, tutto questo viene meno, ma altre voci segrete e magiche
sostituiscono quelle dell'estate. (...continua)
|

Ormai
è l'autunno, tutto torna a dormire, tutto scompare nella pace
dell'inverno imminente. Anche i rumori vanno in letargo come ghiri
nelle tane. Le case tacciono, ascoltano, sentono la neve depositarsi
sui tetti. Quelle senza tetto la ricevono dentro i muri, sui solai,
nelle cucine distrutte. La visita della dama bianca entra nel cuore
delle case sgangherate. Il paese abbandonato guarda a tramonto con
gli occhi malinconici delle finestre senza vetri, sospira adagio con
la bocca delle porte sfondate. Era un bel paese, il nostro, adesso
non c'è più.
(...continua)
|

Vajont:quelli del dopo (Ed.Piccola Bibioteca Oscar Mondadori
2006)
Fu come un colpo di falce. Il 9 ottobre 1963, alle 22.45 duemila persone
e un intero paese furono cancellati per sempre. Più di quarant'anni
sono passati e il ricordo dei morti è ancora sospeso sulla
valle. Anche se i fatti di quella terribile notte diventano sempre
più lontani, quel passato resta inciso sulla pelle di chi l'ha
vissuto.
(...continua)
|
 
L'ombra
del Bastone (ed. Mondadori 2005)
Un
grosso Quanderno Nero, di quelli usati per tenere i conti del latte
dacagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la
data 1920 ed è firmato Severino Corona detto Zino.
Il quaderno è consunto, le pagine appiccicate l'una all'altra,
ma lentamente, con la punta del temperino infilata tra foglio e foglio,
Mauro Corona riesce ad aprirlo e a decifrarlo. (...continua)
|
"Storie del bosco antico"
(ed. Mondadori 2005)
In un tempo molto lontano, un Dio paziente e divertito ripara ai torti
e ai piccoli errori del suo creato, ascolta le lamentele degli animali
più deboli, esaudisce i desideri più buffi, si prodiga
perchè non ci siano ingiustizie. Così il becco di un'aquila
spietata si scontrerà contro la roccia e diventerà curvo;
l'allocco stufo di essere richiesto della sua dottissima opinione
riuscirà ad ottenere in dono un'espressione sciocca; il ghiro
che soffre di malinconie invernali sarà omaggiato di un sonno
profondo; la lucertola sempre acchiappata per la coda ne otterrà
una "fragile come cipria". Miti e leggende di un bosco che
diventa sacro per chi lo conosce e lo ama come Mauro Corona.
Tradotto anche in cinese.
|
|
|

Edizioni
Biblioteca Dell'Immagine Di Santarossa G.&C. S.A.S.
33170 Pordenone (PN) - 24, VIA VILLANOVA DI SOTTO
tel: 0434 570866
LA
MONTAGNA
(Ed. Biblioteca dell'Immagine 2002)"Agli albori del terzo millenio,
lo sfruttamento inconsulto delle risorse naturali e l'inquinamento
minacciano seriamente la salute della Terra. Questa fiaba moderna
è un gesto d'affetto verso la Montagna, una richiesta d'aiuto,
un invito a rispettare la natura e i suoi abitanti." - Mauro
Coronaall'interno troverete anche il fumetto "IL
PARCO INCANTATO"
|
Ancora
un fumetto di Paolo Cossi, sulle massime più usate da Corona.
"Mauro
Corona. La montagna come la vita"
(Ed. Bibiloteca dell'Immagine 2005)
|

Mauro
Corona ora è
anche un fumetto!!!
|

IL
VOLO DELLA MARTORA
(Vivalda Editore, 1997)
Nelle
brevi storie di questo libro di Corona troviamo la durezza, l'asprezza
della vita nelle strette e impervie valli delle montagne friulane.
Riviviamo così il mondo chiuso dei paesi, ascoltando l'eco
delle città che risale dalla pianura lungo la Valcellina, portato
dai mercanti che macinano chilometri nel loro commercio di manufatti
di legno.
Disponibile anche in tedesco e in francese.
www.cdavivalda.it
|

PREMIO
NAZIONALE DI LETTERATURA NATURALISTICA 2002 PARCO della MAJELLA
2° PREMIO per la Sezione "Narrativa
Edita" "Le Voci del Bosco"
LE
VOCI DEL BOSCO
(Ed. Biblioteca dell'immagine, 1998)
"Storie
di alberi e uomini"
"Ho passato quasi cinquant'anni di vita nei boschi e ho parlato
con gli alberi.
Gli alberi non si spostano, ma possiedono un loro carattere che comunicano
in vari modi, anche con la diversa reazione che hanno nei confronti
di chi li tocca. In queste righe si parla di loro e di uomini: a volte
bene e altre male... e così il cattivo, senza quasi rendersi
conto, proverà simpatia per il sambuco, il buono per il larice,
il sempliciotto per il faggio, l'elegante per la betulla, il cocciuto
per il carpino e via dicendo..."
Edizioni Biblioteca Dell'Immagine Di Santarossa G.&C. S.A.S.
33170 Pordenone (PN) - 24, VIA VILLANOVA DI SOTTO
tel: 0434 570866
|

Edizioni
Biblioteca Dell'Immagine Di Santarossa G.&C. S.A.S.
33170 Pordenone (PN) - 24, VIA VILLANOVA DI SOTTO
tel: 0434 570866
FINCHE'
IL CUCULO CANTA
(Ed. Biblioteca dell'immagine, 1999)
"Finché
il cuculo canta vale la pena di ascoltarlo. Il cuculo porta la primavera
e con essa la speranza. Compongono queste pagine racconti di uomini,
rocce e camosci. Li ha fatti nascere quel canto, sotto il sole giovane
di due primavere. A primavera tornano i ricordi. Narrano storie accadute,
drammatiche, dure, qualcuna ironica, che hanno attraversato la vita
dei protagonisti da parte a parte. Lo sfondo, dove si muovono come
ombre lontane, è la natura, forte, dolce, spietata, la quale,
come disse Pessoa, "mai si ricorda e perciò è bella".
E' un omaggio all'epopea degli ultimi, a un mondo ormai scomparso,
ad un paese abbandonato popolato dai fantasmi del passato. E' un po'
tornare tra le sue vie, tra le sue case, con quella gente. Storie
riemerse dall'oblìo, venute fuori dai ciottoli della contrada
San Rocco, vicino alla chiesa, dove sono cresciuto assieme ai miei
coetanei, dove per secoli ha pulsato il cuore della vecchia Erto".
|

Edizioni
Biblioteca Dell'Immagine Di Santarossa G.&C. S.A.S.
33170 Pordenone (PN) - 24, VIA VILLANOVA DI SOTTO
tel: 0434 570866
La
resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero
ferito.
Gocce dorate, gialle come miele, che non scappano via, non fuggono
come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco,
per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita.
|
|
|
|
|