FINCHE'
IL CUCULO CANTA
(Ed. Biblioteca dell'immagine, 1999)
Dov'era
finita Valnea che sognava il principe azzurro? Perchè non parlava
più e desiderava qualche stella alpina? E le altre: Filomena,
la Giobba, chi erano?
Vittime di un destino a dir poco spietato, hanno percorso il sentiero
con la gerla della sfortuna, sono andate via dalla vita con quella del
dolore.
Gustìn era un uomo senza fede ma, a quarant'anni, venne folgorato
sulla via del paese. Gli uomini non hanno pace, non riescono a stare
tranquilli. Cosa li tormenta? Molti scalano la carriera, altri le montagne
per vie pericolose. A volte, in questa pratica, succedono incidenti
che portano alla morte, altre volte accadono episodi ridicoli, spassosi.
Qualcuno sentenzia che la natura gioca brutti scherzi, invece la natura
non reagisce, non si vendica. Se ne sta lì impassibile.
Ognuno di noi è passato attraverso varie esperienze d'iniziazione.
Una di queste per me è stata la caccia. Ho bevuto il sangue del
camoscio per impadronirmi della sua forza. Ho avuto dei maestri duri,
cinici, spietati, altri buoni e comprensivi. Entrambi mi hanno formato,
dei secondi conservo un buon ricordo. Con la caccia ho chiuso da tempo,
non ho rimpianti nè rimorsi, è andata così.
Gli animali hanno un'anima, provano degli affetti. Alcuni sono per l'uomo
una compagnia, un antidoto alla solitudine, come il corvo Franz, sfortunato
protagonista di uno di questi racconti.
L'aquila Ala Monca l'avevo ferita negli affetti, voleva vendicarsi.
Il giovane boscaiolo Merìsi sfidava la morte, forse la cercava.
Il boscaiolo della Luna, invece, sfidava l'arroganza dei capi-taglio
e li puniva umiliandoli.
Storie minime che narrano un'epopea degli ultimi ormai scomparsa, finita,
spazzata via dal progresso, vinta dall'uomo "che non deve chiedere
mai".
Ma la natura, nonostante le aggressioni, rimane ancora forte, viva,
presente e accompagna tutti questi racconti. Fino a quando portà
resistere non lo so. L'uomo "che non deve chiedere mai" è
già avanti nella sua opera devastatrice.
Mauro
Corona