Fiches e tavolo verde ancora protagonisti

Mentre si parla tanto, e giustamente, di cash game nel poker online italiano, quale utlima frontiera infranta da un movimento (quello del texas hold’em) che non sembra conoscere confini telematici, tutto tace e si mette nel dimenticatoio per cio’ che riguarda il poker fisico, il cosiddetto “live”.

Dopo la comunitaria del 2009 che ha imposto e posto la tolleranza zero nei confronti dei circoli, malgrado alcuni perseverino nel gioco live – che è a tutti gli effetti un gioco illegale, clandestino e da condannare e punire – non c’è regione, comune, città o paese in cui la mancanza di poter giocare a poker senza doversi nascondere dietro ad un nick o a una connessione, non si faccia sentire.

Molti circoli, unitamente o in modo singolo, hanno provato a scuotere i Monopoli di Stato che altro non hanno fatto che prendere tempo e restare in silenzio confermando che la nuova legge è al vaglio dei Ministeri e che entro fine anno si ritornerà a giocare anche all’aperto. Intanto… intanto pero’ si è assistito ad un fenomeno particolare che lascia pensare – e molto – sulla reale gestione della situazione e della mancanza di sviluppi.
Il poker ‘live’ è stato bandito dai circoli, è rientrato nei Casinò (solo quattro in tutta Italia) a favore di un poker telematico gestito da concessionari veri colossi che ne hanno gestito al meglio il bussiness e i suoi sviluppi.

ma dire che il poker ‘live’ non c’è piu’, proprio nel momento in cui una legge comunitaria ne sancisce la morte – non è proprio esatto. Mai come da quando i circoli sono stati chiusi è imperversato in televisione il fattore ‘live’. Non c’è palinsesto nazionale o locale che si rispetti che non abbia in seno una trasmissione che riproduca delle gare ‘fisiche’ con personaggi in carne ed ossa, con protagonisti che non hanno nomi di avatar ma cognome nome, nazionalità e curriculum. Addirittura è stata varata anche una televisione, un intero canale satellitare proprio dedicato ai tornei ‘live’ con eventi che vanno dallw Wsop agli Ept, ai tornei d’oltremanica e d’oltreoceano sconfinando anche nelle lontane terre australiane.

Proprio mentre i circoli sono chiusi e si spengono settimana dopo settimana anche le flebili fiammelle di una possibile riapertura, non c’è mass media in cui non ci siano spot, pubblicità, campagne e testimonial di grido delle piu’ grandi pokerroom; non passa settimana in cui le varie piattaforme non imbandiscano veri e propri eventi ‘live’ all’interno dei casino italiani (che si leccano i baffi) o nei casinò limitrofi ai nostri confini (come in Slovenia) o nei circoli della vicina Svizzera. E tutto approfittando della crisi di astinenza dei piu’ che prima si accontentavano – e si divertivano – nel circolo sotto casa senza interessarsi da chi fosse gestito o a chi andassero le percentuali o se qualche concessionario fosse scontento di tanto entusiasmo e i numeri dell’online non fossero quelli attuali.

A pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca: mai come oggi da quando il poker ‘live’ è stato bandito, ci sono stati così tante attenzioni proprio agli eventi ‘live’ del poker. Con l’unica differenza che qeusti attuali sono tutti eventi sotto l’egida delle grandi poker-rom che continuano a far sì che i circoli stiano ancora un po’ in naftalina, visto che adesso c’è da mungere anche la vacca grassa del cash game. Che ovviamente farà lievitare ancora di piu’ gli affari del poker online.
Buon all in a tutti…

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