Dopo la tragedia del 3 ottobre tutto torna a stagnare

Era il 3 ottobre 2013 quando oltre 300 migranti persero la vita in mare nel tentativo di raggiungere l’isola di Lampedusa. Una enorme tragedia, che ha toccato l’animo di molte persone. In seguito a questo evento il governo decise di introdurre una giornata di lutto nazionale e di fare dei funerali di Stato per i defunti. I maggiori giornali nazionali, per molti giorni hanno riportato la notizia della tragedia, e alcuni hanno lanciato una raccolta firme per abrogare la legge Bossi-Fini riguardante il tema degli immigranti.

Tutto questo è accaduto cavalcando l’onda del momento, ma poi tutto sembra essere tornato a scorrere normalmente. I giornali hanno smesso di parlare di ciò che effettivamente avesse fatto la politica dopo quella giornata, e più nessuno ci ha fatto sapere che fine avesse fatto la petizione lanciata per abrogare la legge. In effetti sembrerebbe che non sia cambiato proprio nulla da quel giorno ad oggi, se non per il giorno di lutto nazionale. Quest’ultimo evento sarebbe stata una scelta molto importante per dimostrare che in situazione come queste non esistono frontiere, che siamo tutti uomini e che la sofferenza per la morte di così tante persone viene condivisa da molti, ma si è invece risolta in una scelta isolata, rimasta sospesa a mezz’aria. Niente è stato fatto per cercare di migliorare la situazione dei migranti, per provare a risolvere effettivamente il problema dell’accoglienza e delle loro condizioni una volta sbarcati. Tutti, dai politici alle maggiori testate nazionali hanno semplicemente approfittato momentaneamente della situazione, e poi hanno lasciato che come sempre tutto cadesse nel vuoto. Le persone probabilmente si sono dimenticate in fretta della tragedia visto che nessuno li ha più informati di ciò che è venuto dopo.

L’isola di Lampedusa continua a ricevere barconi pieni di immigranti, spesso torturati durante i lunghi viaggi, che quando arrivano devono fare i conti con un sistema incivile e oltretutto poco funzionante. Un sistema che per un momento è sembrato che in molti volevano cambiare, ma che invece pare che a nessuno interessi davvero. Un sistema di cui anche alcuni dei nostri rappresentanti sembravano indignati, ma che invece pare che preferiscano lasciarlo così come. Una politica che si interessa di fare propaganda, che sfrutta i momenti per cercare di conquistare l’appoggio dei cittadini, ma che poco si interessa di attuare davvero dei cambiamenti per questo paese. Un momento in cui sembrava che le istituzioni avrebbero cambiato davvero qualcosa in meglio e che avrebbero discusso del problema con tutta l’Unione Europea, ma che si è invece rivelato l’ennesima scintilla nel buio.

O forse qualcosa è stato fatto e noi non ne sappiamo niente, perché i giornali, troppo interessati anche loro a conquistare piuttosto che informare non si sono impegnati a dare continuità a quello che sembrava l’ennesimo argomento che gli stava a cuore. Forse anche loro assecondano semplicemente gli umori della maggioranza per fare in modo che noi crediamo che effettivamente ci possano informare sulle cose che a noi interessano.

Una tragedia che è stata un segnale importante della necessità di cambiamento, ma che purtroppo è stato colta soltanto per un momento e poi dimenticata per lasciare nuovamente le vittime e i propri cari nella solitudine del silenzio.

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